LECCE- Caserma Felice TRIZIO - 14 gennaio - 19 giugno 1966
di Giorgio Cicardini
9 maggio. Con altri cinque allievi del 3° plotone siamo reclutati per il servizio di guardia alla caserna Pico.
Arriva il Capo di Stato Maggiore Generale Lazzaro Dessì. Siamo schierati da più di 3 ore, in garitta ci alterniamo ogni mezz’ora. Appena inizio il mio turno arriva l’auto blu. L’autista lampeggia con i fari abbaglianti così posso avvisare l’ufficiale di picchetto.
Con il generale Dessì ci sono il generale di Brigata Camillo Coccio (nuovo comandante delle scuole di Caserta e Lecce) e il generale di Brigata Giangiorgio Barbaretti De Prum nuovo ispettore per le armi di fanteria e cavalleria. Quello che noto è la gran fifa o soggezione che hanno gli altri ufficiali di grado inferiore.

20 maggio. Torre Veneri. Lezioni di mezzi corazzati e tiro. Nel pomeriggio simuliamo un assalto congiunto plotone assaltatori con M113 e un plotone carri M47. La sera la mia squadra farà un assalto notturno con l’appoggio dell’M113. Mentre i miei compagni si batteranno correndo e imprecando il mio compito sarà di stare in torretta brandendo la mitragliatrice Browning 12,7 divertendomi a sparare raffiche di tanto in tanto.
Prima di ogni addestramento notturno il servizio radiofonico “Avviso ai naviganti” comunica che è in corso un addestramento militare nel poligono di tiro di Torre Veneri e di stare a distanza di sicurezza dalla costa.
È consuitudine che poco prima dell’esercitazione vengano lanciati dei bengala per controllare che la linea di fuoco sia completamente sgombra.
La destinazione al corpo. L’argomento destinazione di fine corso è sulla bocca di tutti. Chiedo consigli al maresciallo Perrone.
“La destinazione ideale per te è: Imperia, raggiungi facilmente Milano e godi il mare fino alla fine del servizio militare, poi c'è Orzano Emilia vicino a Bologna e Casale Monferrato, freddo, umido e d'estate pieno di zanzare. Nel foglio delle preferenze della destinazione scrivi prima Casale Monferrato, secondo Orzano Emilia, terzo Imperia. Sulla base delle esperieze passate andrai a Imperia”. Seguo il consiglio del maresciallo.
10 maggio.
Torre Veneri con il Tenente Baio per una lezione sui campi minati.

13 maggio. S. Rosa.
Percorso ginnico di guerra e salto dalla torre da un’altezza di quattro metri. Sono timoroso nel primo salto: considerato che sono a quattro metri a cui devo aggiungere un metro e settanta, la mia altezza agli occhi, e sottrarre mezzo metro dal telone da terra l’altezza virtuale è 5,20 metri. Se hanno saltato gli altri lo posso fare anch’io. Balzo in avanti, piego le gambe a squadra ed ecco fatto.

17 maggio. S.Rosa. Corso d’ardimento.
Su per i muri, salta dal muro (sempre quattro metri), scavalca gli ostacoli, supera in avallamento pieno d’acqua strisciando su due corde .... tutto sotto lo sguardo del tenente Cammarota (VI^ compagnia).
Ohibò che si scorge in mare? Una barchetta con a bordo degli innamorati. Inutili risultano gli avvisi lanciati per far allontanare il navigante. Incazzatissimo il Maresciallo Spina sale al mio posto e inserisce nella Browning 12,7 un nastro di proiettili traccianti, blocca l’alzo dell’arma (durante le esercitazione la mitragliatrice viene bloccata verso l’alto per evitare errori e spazzare via i propri compagni) e inizia a sparare proiettili traccianti che escono dalla canna ad una velocità di 600 metri/secondo creando scie luminose e minacciose in direzione della barchetta, che in men non si dica accende il motore e fila via come un razzo.
La giornata è stata caratterizzata da un’eclissi parziale di sole durata 3 ore. Oltre al leggero oscuramento del cielo faceva pure freddo.

22 maggio 1966. L’ultimo giorno a Torre Veneri. Oggi è l’ultima volta che effettuiamo l’addestramento al poligono di tiro. Dalla torretta dell’M113 vedo un bellissimo cielo stellato che saluta la mia ultima notte armata. Contraccambio con una raffica di mitragliatrice verso l’alto.
Disegno di un carro armato M47 Patton e VTC M113
... E IL CIELO ERA SOLCATO DA TANTE STELLE FILANTI di Paolo Livi, 4^ compagnia A.U.C. Caserma Trizio.
Finalmente ebbe inizio la prova, i ragazzi della prima squadra si avvicinarono velocemente a bordo dell'M113 alla linea di partenza e, nel silenzio della notte, si sentì solo il possente rombo del motore; poi... d'improvviso lo scalpiccio concitato di ombre che correvono ai loro posti. In quello stesso istante il rombo del motore fu coperto da secche raffiche di mitragliatrice, la fiammata illuminò sinistramente il mezzo e, in quel fragore, gli uomini della squadra iniziarono ad avvicinarsi al nemico alternado fuoco e movimento. Ora tutti sparavano; sembrava d'essere in guerra, d'essere ricaduti nel gorgo dell'odio e della morte. Ma fra i sibili dei proiettili ed il lancio delle bombe, un aspetto più gioioso mi colpì; avevamo trasformato quel campo di battaglia in un campo di fuochi d'artificio e nel vedere il cielo solcato da tante stelle filanti, il pensiero corse ai nostri Eroi. Quelle stelle erano loro e sfrecciavano gioiose sui capi di noi giovani, felici d'aver trasfuso in noi l'essenza migliore del Loro sacrificio e dell'amore per la Patria.
25 maggio. La festa prima degli esami.
Ripassiamo le materie di studio, smontiamo e rimontiamo le armi.
La serata è speciale. Questa sera è in programma un corcerto musicale organizzato dal tenente-colonnello Picca con gli allievi della Trizio. Alla serata assistono tutti gli ufficiali e sottufficiali delle tre caserme (le 2 scuole TRIZIO, PICO e della caserma NACCI) con consorti e figli, parenti... Al pianoforte Riccione (5^ compagnia) alla batteria un allievo della 4^ compagnia, alla chitarra Felice Alcioni (6^ compagnia), Franco Brigaglia secondo cantante (5^ compagnia) e Aldo Stefanutto di Busto Arsizio, primo cantante (6^ compagnia). Per rendere più vivace la serata chiedo a Maria e Nicoletta partecipare alla festa come show girls. Timorose e imbarazzate declinarono con un sorriso il mio invito.
30 maggio, gli studi sono finiti. Capoposto, guardia rinforzata, studio libero ... tutto va bene. Mi preparo per gli esami.

2 giugno, la divisa estiva. Ripongo la divisa nella valigia-cubo per indossare la divisa estiva. Mi sento elegante ma le scarpe... sia per la primavera, l'estate, l'autunno e l'inverno sono sempre le stesse. Se potessi portare le scarpe ginniche mi sentirei meglio.

8 giugno. Giovedì. Esami in corso. Posso assistere alle interrogazioni. Domani 9 giugno tocca a me.
Tiro, armi, armamento di bordo, mezzi corazzati, topografia.
12 giugno. Gli allievi ufficiali hanno finito. Curioso guardo la bacheca con le destinazioni. Giudico che possono essere soddisfatti, ad esclusione di un allievo di Milano, classificatosi 1° o 2° della compagnia e destinato a Catania. Sono allegri e li vedo scherzare fino quando caricano borsa e valigione sugli automezzi che li porteranno in stazione.
14 giugno, Seconda e ultima interrogazione.
Impiego, Arte militare, Regolamento, N.B.C., Governo del personale, L.C.B., Mine, e Nomenclature organico, tattico e legislativo.
Mi classifico al 24° posto su 124 allievi della 5^ compagnia, con una media di 14,666
STUDIO 2 - Brancaleone - IX Battaglione- Caserma Trizio.
Certamente nessuno avrebbe mai pensato che "Studio 1” potesse avere una fattiva influenza sulla vita di caserma. Ed invece alla "Trizio” anche noi del IX battaglione siamo riusciti ad avere il nostro "Show”. Badate bene, non è uno scherzo o il racconto di un sogno, si è trattato di uno spettacolo vero e proprio: c'era il regista, l'aiuto regista, il tecnico del suono. "il Luttazzi”, il maestro "Canfora” mancava la "Mina”, ma non è colpa nostra perchè noi l'abbiamo richiesta, lei ha accettato e il signor tenete Baio non ha voluto darcela. Abbiamo contattato Rachel Welch e Ann Margret. Indispettite per l'ennesimo rifiuto di Baio sono andate a fare festa con i loro connazionali (allego le foto che ci hanno spedito)
È stato bello, vedere sul palco questo mainipolo di temerari che sfidando il buon senso e la logica più pedestre ha osato manifestare le proprie velleità musicali davanti ad un pubblico assetato d'arte. È stato uno spettacolo completo, si è sentita una buona musica (fino a ché l'orchestrina non ha cominciato a suonare) e si è visto un brillante presentatore che ha condotto molto bene i numeri dello spettacolo.
Ma scherzi a parte, qualche cosa di importante siamo riusciti a dimostrarla: il nostro Battaglione non sa solamente strisciare a Torre Veneri, fare addestramento formale o pilotare, sa anche dimostrare uno spirito di adattamento, un buon umore che sono in definitiva la prova che in questo nostro Battaglione si è lavorato in serenità e con una buona dose di ottimismo.
Ed in fondo mi pare che questo sia il migliore dei risultati che si potessero conseguire:
I Najas
LA PARTENZA di Eugenio Caccetta - 1^ Compagnia, XIII Battaglione - Caserma Pico.
Eppure tra poco andrò via. Il Corso sta per finire e non ritornerò più in queste camerate. Strano, ho gli occhi pieni di lacrime e non riesco a vedere bene il foglio per dire che questo posto mi ha regalato una strana gioia, quella di sentirmi me stesso, quella di misurare le mie vere forze, quella gioia che sorge dal carattere che si consolida.
Addio, 1^ Compagnia, ho sofferto, ho pianto sotto le coperte, ti ho maledetta mille volte: ti lascio con un nodo alla gola.
16 giugno, la mia destinazione a fine corso. Il maresciallo Perrone ha i fogli con le destinazioni. Mi dice che fino al giorno 18 non parte nessuno.
Mi guarda, sorride e mi fa sì con la testa, poi si allontana con i fascicoli sotto braccio.
Tutti parlano del trasferimento al corpo, tutti dicono di essere raccomandati. Alla fine anch’io mi auto-raccomando. Dico che il mio tutore è il tenente-colonnello Grosso che prima di lasciare il comando della caserma mi ha raccomandato al comandante della scuola colonnello Giovanni Slaviero. Se sono raccomandato da Slaviero vuol dire che vado dove ho scelto. Da come la sparo ci credono tutti. Figurarsi quando la mia affermazione è confermata dalla comunicazione esposta in bacheca.
La mia destinazione è 89° reggimento di Fanteria “Salerno” C.A.R. (Centro Addestramento Reclute) - Imperia
Probabile distinazione provvisoria 6^ compagnia Arma di Taggia.
Partenza alle ore 16,30 di domenica 19 giugno 1966
Sabato 18 giugno. Il commiato. Discorso di commiato del colonnello Slaviero che stringe la mano a tutti i ragazzi della 5^ e 6^ compagnia congratulandosi della nostra nomina a caporale-maggiore. Viene ammainato il gagliardetto blu del 10° corso A.C.S. e tagliato in tante parti quanti siamo noi allievi: il pezzettino di stoffa ci viene consegnato dal tenente-colonnello Picca che ci stringe la mano con una stretta energica e benaugurante.
Oggi e domani sono i giorni dei saluti. Salutiamo i nostri superiori che durante questi cinque mesi ci hanno trattato da uomini, protetti quando bisognava aiutarci e punirci quando lo meritavamo.
Il momento più commovente è il saluto ai miei COMPAGNI DEL TERZO PLOTONE E TUTTA LA V^ COMPAGNIA con cui ho vissuto e condiviso per 5 mesi emozioni, gioie e fatiche. Un grande abbraccio a Giorgio Battistella e Saverio Minervini, amici fraterni, Michele Arena, Ciro Improta, Raffaele Iorio, Franco Roversi, Franco Rusticalli, Renato Uslenghi... e come si può dimenticare l’avvocato Pasquale Prisco e Antonio Ciccarelli!? Saluto con calore Felice Restelli di Gerenzano, Aldo Stefanutto di Busto Arsizio e Alfredo Arcioni di Como, allievi della 6^compagnia con cui ero partiro il 14 gennaio dal distretto di Como.
Domenica 19 giugno. LA PARTENZA. Dopo 5 mesi e quattro giorni lascio per sempre la caserma Trizio di Lecce. Siamo pazzi di gioia. Un terzo di naja l’abbiamo fatto. Ora andiamo a completare il servizio militare in un luogo più vicino a casa. Anche noi, come gli allievi ufficiali, dagli autocarri che ci portano in stazione, salutiamo la Caserma Trizio e Lecce con urla di gioia e un saluto militare.
12 giugno. È l'ultimo incontro con Nicoletta e Maria. Il sole di Puglia, la scollatura, quel bottone in più slacciato della camicetta, la minigonna le fanno ancora più belle. Baci e abbracci, auguri e quant'altro.
Ringraziamenti per avermi fatto passare dei bei pomeriggi domenicali, ricambiato per aver loro parlato della vita al Nord, del concerto dei Beatles del 24 giugno 1965 pomeriggio al Vigorelli di Milano, della via Gluck di Celentano, vicino alla stazione Centrale di Milano che anche nell'immediato dopoguerra proprio in campagna non è... fino al momento in cui dico che mi è stato riferito da fonte certa che GIANNI MORANDI non verrà a Lecce. Ha ottenuto, per motivi famigliari un rinvio. Un attimo di silenzio, delusione, poi con un gesto dolcissimo Nicoletta e Maria mi regalano una piccola cartina, stradario della città di Lecce nell'anno 1929 e un cartoccio contenente dei capperi, specialità del posto. Sono deliziosi, stimolano l' appetito e tonificano lo stomaco. È un regalo del sole di Puglia. Au revoir.
Lo spettacolo che volevamo fare
con Maria e Nicoletta
Il viale della stazione
CIAO, CIAO, CIAO! Anonimo, VIII Battaglione, Caserma Pico.
Tempi di addii. Anche a Lecce un saluto. Non si cancellerà tanto presto il ricordo dei giorni trascorsi in questa splendida città delle Puglie. La vita divide ciò che prima ha voluto unire, ma qualcosa ci legherà sempre a Lecce, gemma del Salento, dalla preziosa architettura barocca, di angoli quieti, di cortili e viali alberati, dove la città sembra riposarsi in una pace verde e silenziosa, in una intimità moderna ed antica. A chi ha saputo vederne e comprenderne i valori artistici, essa ha aggiunto un motivo di più al nostro soggiorno leccese. Una nota che altrove non è facile cogliere così luminosamente, è entrata a far parte o a completare la nostra preparazione intellettuale. Chi non ha ammirato i molteplici motivi ornamentali che dalle facciate delle nostre chiese, di cui la città è così ricca, sempre stupiscono il visitatore? Il Duomo, la Basilica di S. Croce, il Palazzo della Prefettura, il seminario ... splendidi esempi di un'arte che a Lecce ha valso il nome di "Firenze delle Puglie”. Al barocco ufficiale, di un secentismo a volte imponente quanto pretenzioso, fa riscontro un barocco più agile e snello, tutta una fioritura di portali e finestre dallo stile lieve, che ci aspettano dagli angoli di tortuose stradette, in una dovizia davvero entusiasmante. E infine, a dare un respiro più ampio alle architetture barocche, ecco le linee solenni e spaziose del classico romanico.
Lecce! noi partiamo e ci rimane in cuore l'immagine di una città che in sè raccogli la ricchezza che secoli di civiltà le hanno tramandato. Partiamo e, dal finestrino del treno, ti daremo un ultimo sguardo, cercando di sfuggita il viso di una leccesina cui buttar con grazia un bacio d'addio.
Pagina 1
Pagina 2
Pagina 3
Pagina 4
Pagina 5
(IMG fonte web)
Dedicato a tutti gli allievi delle scuole A.U.C. e A.C.S. Caserma Trizio e Pico di Lecce
In camerata in attesa della partenza
Mostrine per giubbino, mostrine estive per la camicia, scudetto della Scuola delle Truppe Meccanizzate e corazzate, il pezzettino di stoffa del gagliardetto del 10 corso A.C.S. e il distintivo con il motto Ferrea Mole Ferreo Cuore.
Continua con il trasferimento all'89° Reggimento di Fanteria "Salerno” C.A.R. ad Arma di Taggia (Imperia)
Caserma G.B. Revelli - 6^ compagnia - 1° plotone
un viaggio di 15 mesi tra armi, disciplina, storia e costume
Tubolari per spalline A.C.S per camicia estiva e il piccolo carro armato posto sul basco